LA REALTà è IL VERO RORSCHACH

domenica 23 settembre 2007

Una storia triste a cui mi piace pensare spesso

Vivo in una "città" di mare. Questo comporta che essa sia popolata da un discreto numero di gente che col mare ci campa, i marinai per l'appunto, molti dei quali incarnano perfettamente lo stereotipo dello sbronzo muscoloso e tatuato, ignorante e violento, con chiattona tettona al seguito. Di quelli che se tornano a casa la sera con un occhi nero sono contenti. Molti di loro, poi, non contenti, si fanno le ossa e i lividi anche fuori dagli stadi al seguito della civitanovese, per cui si sono inventati anche un inno pescarolo, che non c'entra un cazzo con la tradizione operaia della squadra ma questa è un'altra storia
Ad ogni modo, fino a qualche anno fa tra loro ce ne era uno che di tornare a casa pesto (o più spesso dopo avere pestato qualcuno), di quell'ambiente così chiuso e giunglesco (che non so se esiste come parola in italiano... sticazzi, me la invento) non era per niente contento.
Per decenza ometterò il suo nome, comunque questo ragazzo era dotato di un carattere estremamente fragile e sensibile, cosa che cozzava terribilmente con i suoi 2 metri di stazza e non so quanti kg di peso... insomma era grosso, una montagna. Spesso lo si vedeva di fronte ai bar frequentati da pescatori&marinai intento a scrollarsi di dosso i solti rissosi che lo assalivano in quattro/cinque per volta, come se si stesse solo levando un pesante cappotto o qualcosa di simile, con l'aria più infastidita che furiosa, più stanca che violenta. Era sfottuto da tutti i suoi amici proprio per la mole che aveva salvato loro il culo un sacco di volte, il classico "zimbello" che in realtà vorrebbe semplicemente farsi i cazzi propri, e magari avere vicino qualcuno che lo rispetti. E magari vorrebbe qualcosa di più che farsi il culo tutto il giorno per tirare a campare in un buco di merda dalla mentalità ripiegata su sè stessa... Invece no, gli toccava farsi strada a cazzotti, e allora meno male che era nato grande e grosso.
Da quello che mi hanno raccontato, nell'ultimo periodo della sua vita aveva deciso di scazzare definitivamente con tutti, pere si facesse vedere alle partite della civitanovese da solo, in disparte, tendendo alto uno striscione nero con su scritto in bianco "ODIO", finchè non ce l'ha fatta decisamente più e ha deciso che era il momento di farla finita davvero.
Addio.

1 commento:

Anonimo ha detto...

cosa vuoi bel giovine?
casinotot