LA REALTà è IL VERO RORSCHACH

giovedì 27 maggio 2010

A.d Ⓐ.Rimbaud


Giovane con aspirazione affannosa, con fischio da fumatore, con fine di pubertà ingloriosa.
Deglutire.
Glossolalia puberale: Acne/ A meno che... a me/Amen. Né a né me.
A me né.
A.

Giovane con aspettative gonfiate, non inizia né lA fA finitA.
A means to an end/“A” means END/mean/A-MEN. A me né.

Giovane pieno di immortalità. A me. The End is meaningless.
Il mezzo non giustifica il fine, lo giustifica a metA'.
Attraverso Glossolalia Puberale si può fare a meno di certi mezzi. Si fa a meno del significato.
E mezzo significa imbranato.
E i Medium parlano le lingue, mediano tra mondi che non sono separati.
Che esistono solo in quanto separati.
Tra il passato e il trapassato: between the past and the passed away.

Giovane idolo dei media. Mezzo drogato-mezzo frocio. stereotipo del mezzo invidiato-mezzo lapidato.
Acne. Akbàr.


domenica 28 marzo 2010

Devoto

Un taglio alla pretenziosità: direi che è il caso. Severitàsilenzio è la parola.
Daremo un taglio clinico ai nostri vestiti, e inamidate le siringhe.
Fottuti. Fottuti. Non ho idea di cosa cazzo stia succedendo la' fuori, perchè non guardo un telegiornale da giorni.
Quelli di voi che sono andati a votare, presumibilmente non sono tornati.
Così imparate a spruzzare macchie su una macchina sterile, era ora che ve ne andaste affanculo.
C'era un tizio ad aspettarvi dietro la tenda nel segreto del seggio, uno in ogni seggio, vestito severamente e incapace di spiccicare parola, però ha due occhi spillati bollenti ed è addestrato a rompervi il culo.  E' esperto in ritorsione sociale: l'ago della siringa democratica ve lo spruzza tutto nella giugulare.
Somiglia allo Zio Bill.
Per ogni vittima, illustre o meno, ha scattato una foto col cellulare in modo tale da accaparrarsi favori da un po' tutta Italia.
Gran bel modo di guadagnarsi da vivere, non c'è che dire. Se è un sovversivo o un oppressore lo decideremo in seguito, ora ho altro da fare.

mercoledì 24 marzo 2010

Tra le maglie del pomeriggio

Come tra quelle di una notte con cui per poco non mi strozzavo, fattasi affollata intorno ad un idolo vuoto di identità centrale. A specchio, come la "morte" in Meshes Of The Afternoon, conversazione da salotto con la noia e il terrore che si fa sempre più affollata, ed erano tutte chiacchiere comuni e ricorrenti che non se ne volevano andare. Poi dici uno non respira.
La resa delle ombre è confine dell'ego, che si sbircia con imbarazzo. Affilate, certe ammonizioni, come gli occhi che spiano infilati nella toppa e il rituale dell'infrangersi quando si sboccia. Ci si apre.
Ti avrei ucciso più volentieri quando non mi somigliavi, perchè quei tre passi da me a me erano una marcia troppo lunga sulla spiaggia.

Non contento, ho avuto un lungo colloquio con quella folla. Avevo capito che erano in tanti eppure sul materasso vuoto rimbombava una voce sola. Grossa e tentacolare. Saggezza stellare.

lunedì 15 marzo 2010

Saccamaronaica. Sole Nero. Vaffanculo, rock'n'roll!


Ho cancellato tutto. Rieditato per eccesso di giornalismo.
Argomento di interesse musicale: era un po' che non si parlava di musica su questo blog che non è una testata musicale e purtroppo non è nemmeno una testata sui denti. Non è una testata.. amerei farmi dei bernoccoli ma non ho tempo. E poi in fondo amo la mia fronte.
Loro invece vi piglierebbero volentieri a testate, se solo non fossero così fatti da non accorgersi che siete passati.. probabilmente hanno pensato che foste personaggi Disney impegnati a giocare a palla prigioniera con una bomba atomica, magari per dispetto scambierebbero la bomba con un dildo, solo per poi realizzare che forse il dildo vi piace di più. E con la bomba atomica adeso che cazzo ci facciamo?
Ci facciamo!
LORO, sono i Terminal Cheesecake, band per cui il termine "criminally overlooked" è talmente adeguatoo che potrebbe essere stato benissimo coniato apposta per loro. La "gente" non li ascolta.
Benissimo.
Uscivano per Pathological, autentica fucina di talenti inascoltati, produttrice anch'essa di testate ma in questo caso  contro il muro, organo di una cazzutissima scena di sperimentatori post-tutto mai troppo approfondita. Avevano un suono fondamentalmente unico per quanto sostanzialmente frutto della mescolanza di tutti gli esperimenti sonori al limite della caciara pre e post punk: gli strilli dello wha selvaggio rintronati dall'onnipresente delay, oltrepassando la psichedelia, il noise e perfino il dub, inciampavano su una sezione ritmica a spirale, massacrante e paranoica come la gabbia a nove vignette di una pagina di Watchmen. Si trituranoo per guadagnare un'esperienza di ansia totale, tra le pernacchie e il su e giù dei volumi, l'equivoco del rock'n'roll e degli urli.
Il suono dei Terminal Cheesecake è un coito assurdo, grave come lo squarciarsi della finzione, una voce rockabilly che si era persa è lì, ovunque, ha paura dell'arcobaleno. Tutto sommato un'accanimento psicofisico così violento contro l'umano non puà che risultare contemporaneamente estatico e abrasivo, psichedelia sognante e oppressione industriale. Più punk, più noise e più sviaggiosi di te. Mi piace la musica ripetitiva perchè è l'unica capace di cambiare ogni volta che l'ascolto. La saggezza stellare dei macrocosmici antichi passa per le cazzate più ridicole. E uccide. E non si prende sul serio. «Perciò mescoliamo ironia alla nostra venerazione - non è il martirio stesso che proponiamo, ma il coraggio del dinamitardo, l'auto-possessione di un mostro-Caos, l'ottenimento di piaceri illegali e criminali» (Hakim Bey)

YEAH





domenica 14 marzo 2010

È-stato-suicida-to/ti scaccoli

No, non ritorna, non ritrnerà se non come cibo da tormento, apro le braccia a farmi figo, sentirmi magro e desiderabile nel gesto eroico e blah blah blah blah.
Ogni cosa nutrita, ogni piccola cosa allevata negli angoli,  fertilizzata con lo schifo e la sugna che non è stata voluta o di cui ci si doveva liberare. E' di questo che si vive oggi, in città come questa, in occhi come questi infilando le mani a fare macchina non si provocano più reazioni. Obliterazione interruzione dei getti nonostante lo sguardo degli strilli vada in ogni direzione possibile. Saprei persino in che direzione puntare i denti per ottenere risultati.
E invece niente.
E c'è sempre meno tempo.


STO INVENTANDO TUTTO PER DARMI UN TONO - UN RAGAZZO NUDO-HA LA TESTA RASATA-HA QUASI PERSO OGNI CONNOTATO SESSUALE DA QUANTO è MAGRO-HA LA TESTA RASATA-UNA VESTE NERA TROPPO ELEGANTE PER L'ICONOGRAFIA DEL POSTO IN CUI L'HO INCONTRATO-IN REALTà ERA NUDO MA LA COPERTA IN CUI SI ERA ACCUCCIATO (CON QUEI FINTI FIORI NERI AGLI ANGOLI) AVEVA UN VAGO COMPORTAMENTO ORIENTALE-ERA IL MIO APPUNTAMENTO AL BUIO IN UN VICOLO TALMENTE GENERICO CHE PUZZAVA DI NOIA OLTRE CHE DEI SOLITI STEREOTIPALI FLUIDI CORPOREI CHE PUZZANO-INDICAVA LE STELLE CON L'ALLUCE SINISTRO ED URLAVA-DIOPORCO QUANTO STRILLAVA QUELLA CHECCA-ED ERA VERO PERCHè ERA STATO-UNA CAREZZA SCORRE IL DITO SUL COSTATO-QUANT'ERA GIALLA LA SUA VOCE-LA TESTA PIEGATA IN DUE ALL'INDIETRO-STO INVENTANDO TUTTO PER DARMI UN TONO-ERO UBRIACO IN CAMERA MIA-A CASA DEI MIEI GENITORI-E LA SUA VOCE GIALLA STINGEVA COME UNA DANNATA LA MIA CRESTA ILIACA-E CONTINUAVA A INDICARMI CON L'ALLUCE UNA FLOTTA DI NAVI NEGRIERE-SIETE PIù GIOVANI E PIù BRAVI E MENO INNOCUI MA SONO VENUTI PER ME-CORTESEMENTE INSEGNATEMI A DIVENTARE INVISIBILE NON VOGLIO CHE MI PRENDANO- TUTTO QUELLO CHE SO FARE è INVENTARE TUTTO PER DARMI UN TONO-

martedì 9 marzo 2010

Who cares for you? You're nothing but a pack of cards...

...OVVERO: chi sente il bisogno dell'Alice In Wonderland di Tim Burton che la mejo critica definirà, se già non l'ha fatto, "fiabesco", "visionario" e "gotico" combinando a piacimento i tre aggettivi, es."una visionaria fiaba gotica " o "una visione fiabesca dai toni gotici"?
Ma soprattutto, chi ne sente il bisogno quando esiste già il capolavoro di Svankmajer (sì sì,  l'acqua calda, grazie)?
La risposta la trovate QUI.

martedì 23 febbraio 2010

O RLY? (tutto quadra, tutto torna)

But I hope I live long enough to see the decline and fall of
Michael Jackson. Because I've talked to plastic surgeons that
worked on him, and his nose is held up by a prayer. In other words,
it is collapsing in on itself, he had all the cartilage removed and
its possible the whole thing will melt, like the witch at the end
of the Wizard of Oz. That would give me a certain satisfaction, I
won't say pleasure, but this story of him having a skin disease- he
bleaches himself twice a week! He slathers himself in this ointment
that stinks to high heaven and it'll probably give him cancer or
something (laughs). He claims he has impetigo but that's absolute
rubbish. He's been bleaching himself, which is like an insult to
the black race.
(Kenneth Anger, da un'intevista con un non meglio precisato membro del TOPY)

giovedì 11 febbraio 2010

"Interessante come guardare Uomini & Donne" (AUTOCIT.)

SPOILER ALERT: oggi è uno di quei giorni in cui l'arroganza mi abbandona e fa posto alla tracotanza,  causa la coscienza  del fatto che non ho un cazzo di interessante da dire. Questo in sinstesi, è uno di quei  post in cui mi parerò le chiappe con l'adagio "tutto è già stato detto e fatto", che è un ottimo disclaimer quando ti pesa il culo.
Ma veniamo al post vero e proprio:


Il nuovo film di Harmony Korine si intitola "Trash Humpers", io non l'ho ancora visto ma, se ho capito bene di cosa parla, dovrebbe trattarsi nientepopòdimeno che di un finto documentario su una fantomatica comunità di anziani disadattati che vivono tra l'immondizia. Figo, eh? Pare proprio di sì, ed è anche piuttosto palese che l'alto riferimento cinematografico dietro il discorso di Korine sia la presa a modello di un film mai troppo imitato e mai troppo obliato dal senso comune, un'opera che già in partenza mandò a cagare tutti quanti avrebbero avuto l'ardire di definirlo un film "controverso", dato che discuterne risulta pressochè impossibile nonchè più inutile del solito (e meno male). L'avrete capito, sto parlando di "Anche i Nani Hanno Cominciato da Picccoli" di Werner Herzog, il quale finora vantava giusto un tentativo di ispirazione ben riuscito, lo stimabile e sconosciuto "What Is It?" di e con Crispin Hellion Glover (altresì noto come "hei tu porco, levale le mani di dosso!").
Ora, per quanto mi riguarda gli anziani sono un argomento piuttosto delicato, figuriamoci poi quelli che hanno l'ardire di vivere tra lo scarto e la merda. 
Personalmente sono della parrocchia di quelli che odiano i vecchi, e tutte le accuse di cinismo e insensibilità di questo mondo non mi smuoveranno dalla mia posizione: ho la coscienza a posto, anche perchè mi sono fatto perfettamente un'idea di quale sia la componente base della vecchiaia, quello che ci rende anziani, ma fanculo, non starò qui a parlarne perchè rischierei di perdere tempo e spazio su un mucchio di ovvietà come la non-accettazione del processo di putrefazione, le pretese e il terrore del cambiamento, cose che a onor del vero caratterizzano in un certo modo anche ciascuno di voi che siete "giovani". 
Devo dire, però, che c'è una cosa che ho sempre ritenuto intrigante nonchè vantaggiosa della vecchiaia, anche se dovrebbe rendermi furioso in quanto apoteosi patologica della "non-accettazione della putrefazione" di cui sopra: l'Alzheimer. Sarà perchè gli unici vecchi che ritengo simpatici sono quelli che hanno abbracciato lo sciamanesimo inveendo contro la maniglia della porta della stazione di Civitanova Marche o tenendo concerti di musica lirica dentro cabine telefoniche in disuso, ad ogni modo credo che non avere più idea di quanti anni hai e dove cazzo sei sia forse l'unica forma di resa possibile... non dignitosa, sia chiaro, non credo ci sia niente di bello in senso stretto a perdere del tutto la cognizione dell'hic et nunc, ma è di sicuro l'aspetto più interessante dell'appropinquarsi del totale sfanculamento mortale. BTW Anche il mio caro papà non vede l'ora di diventare un vecchio bavoso che dice tutto quello che gli passa per la testa, ma lui credo vorrebbe usarlo solo come scusa per sfogare una volta per tutte gli innumerevoli rospi ingoiati nel corso della vita (AKA il prezzo del "successo").
Famo a capisse: Interessante in che senso? Nella misura in cui ci si avvicina ad una nuova nfanzia, direi. A dire il vero mi sono reso conto che più che dell'Alzheimer sto parlando del semplice rincoglionimento hardcore, perfetta sintesi tra il corpo che fa quello che può e la mente che va dove non dovrebbe... che finalmente ricomincia a creare l'immediato e a viverlo, per quanto i sogni in questione possano essere frutto di frustrazioni e complessi accettati negli anni su per il colon. Anzi,  il più delle volte si tratta proprio di una reazione a questi ultimi, generatrice di frutti inconsueti... Atti insensati di bellezza, anyone? La cosa veramente triste, in fin dei conti, è che per arrivare a questo stato di "grazia" si abbia bisogno della vecchiaia e persino della malattia (neurologica, sia chiaro, non mentale).
L'esatto contrario, o meglio la vera reazione borghese al rincoglionimento, è avvenuto durante una puntata speciale di Uomini&Donne di Maria DeFilippi che ho guardato su consiglio di un illuminato amico, nella quale vecchi e vecchie si abbandonavano al consueto corteggiamento-litigamento, solo condito da tonnellate di viagra e garbo dei tempi andati. 
Pensate, vogliamo persino costringerli ad essere giovani (ma con quel pizzico di garbo dei  bei tempi andati, eh) e indignarci perchè il mondo mediatico non offre loro lo spazio che meritano... canale 5 a questo proposito divelle le barriere architettoniche onde consentire loro di andarsene affanculo alla stessa maniera di tutti i giovani lampadati del bel paese, rinsaldando così la geronotocrazia imperante in Italia.  Davvero, ben vengano i mondezzari di Korine, pure se finti.

(Il trailer del film non lo posto perchè ci sono già fin troppi video in questo blog. Cercatevelo da soli, eccheccàzzo).

Lezioni di stile pt.4

La lezione di stile di oggi viene da un altro blog, precisamente quello del mio amico Tripudio ("Roar Of The Earth"), la cui passione per l'atomica ha sfiorato livelli messianici.
La cosa mi riempie di gioia pura al 75%.
Un'opera d'arte:
Il Libro delle Parole

domenica 7 febbraio 2010

Wolves.evoLve.

Quando mi rimetto al lavoro è per paura di non lasciare qualcosa indietro ad invecchiare.
Voglio.
E mastico.
Quindi scrivo.
Oggi gli eventi hanno pregato così, dando al soldato paralitico e nano in regalo il pelo di un lupo.
E' solo per amore che si ferma a strofinarsi il glande col pelo di un lupo, lo scatto dei denti e delle gambe sono di grande aiuto in trincea e quando si tratta di scopare.
Mi sto guadagnando il diritto di strofinarmi il glande col pelo di un lupo.

Non è costruttivo, me ne rendo conto, nemmeno sensato vederlo come un tentativo di fare appello alla vocazione ferale delle cose, ma è sceso così guardando l'aria umida post coitale.
E mi sta bene.
Il colore di quei denti non c'entra nemmeno con la solitudine, solo con la disciplina e con una nuova forma di gioia.
E l'aria sudata faceva rumore.

sabato 6 febbraio 2010

Ancòra

Altra gente che si somiglia ma anche no a.KH.a. mi piace scrivere la parola "Supereroe"


Insisto, insisto come sul complesso orgasmo solare della bomba atomica col guizzo della de\ri/e-voluzione umana: la lettura di Kid Eternity, di Grant Morrison e Duncan Fegredo, è, finalmente, la chiusura di un cerchio.
Le forze del caos hanno l'aspetto di qualcosa che poteva vivere nel letto di Francis Bacon, il loro piano è l'evoluzione, una vita fluida e impossibile come il più assurdo dei sogni.
Ovviamente l'operazione (narrativa) è avant-pop: Morrison recupera il protagonista idiota di uno scrausissimo fumetto cristiano e pseudo educativo anni '40, e lo trasforma in un agente dell'illuminazione... Niente di più efficace: il corpo modellato dalla cultura di massa può ribellarsi solo se qualcuno ne sovverte gli ordini e i propositi, così una prova di iniziazione può anche essere affrontanre il regno psicogeografico delle leggende urbane, così un monologo da cabaret che non fa per un cazzo ridere commenta come un coro greco. E' un modo di scrollarsi di dosso la tirannia del mito colonizzatore e riappropriarsi delle capacità di modellare la percezione e le categorie del divino (che altro non sono che categorie dell'umano).
"Il nostro lavoro ha già dato frutti, nel vostro mondo si iniziano a vedere i primi segni di queste fatiche.
Con ogni probabilità assisteremo all'alba di una nuova stirpe di umani elevati."
E la vignetta mostra una scia rossa che buca le nuvole di un cielo metropolitano. E' un uccello, è un aereo, sono.

E dire che c'è ancora chi iniste sul machismo reazionario dei supereroi, che è sì un aspetto importante del loro impatto culturale ma non assolutamente l'unico degno di considerazione. Tutto sta nella condivisione del potere, volubile e soggetto a mutamenti di continuity, schizofrenico infranto oltre gli scogli del panico: "le nostre esteriorizzazioni ed estroversioni sono non-divine, e per divenire ‘noi stessi’ noi dobbiamo divenire diversi da esse. Gli Dei si ‘realizzano’ non dalla negazione degli altri né vedendo gli altri come inferiori, essi sempre vedono se stessi come immensi (...) Caos è il nostro linguaggio; i nostri ritmi eccentrici non sono sincronizzati con il Cosmo — con un orecchio arrugginito per la cacofonia sfacciata di orchestre immaginarie dissonanti l’una con le altre; e finisce tutto sbavando su minuzie per scoprire se stessi."  (AOS)
Anarchia, eguaglianza, entropia.
Le traversie del potere sono anali (e grazie al cazzo) ed evitare di scadere nel ridicolo della sopraffazione dell'altro signfica accendere di fiamme la strada dal retto fino all'esofago, non allo scopo di immolarla ma per vederla FONDERSI col resto del corpo.. mai più concavi in volto facce da culo, ma concavi OVUNQUE. I flussi desideranti sono la fonte del potere, l'esplosione di Krypton ci ha mandati tutti a spasso per l'universo. Il bambino della luna ha un sole giallo in cima alla cappella cresciuto per via tumorale estensiva.

Purtroppo, i primi a non capire queste infinite potenzialità sono gli stessi autori stipendiati di fuemtti supereroistici o la maggior parte di loro, se non altro. Infatti il personaggio è stato successivamente  (la mini di Morrison e Fegredo è del '91) riportato ad un raccomandabile status quo da un qualche scribacchinodisegnatore dei miei maroni. E figuriamoci se il massimo che potete trovare in una "recensione" di Kid Eternity su internet non è "un intrigante mix di horror e fantasy".

giovedì 4 febbraio 2010

The great brain robbery

E' l'ansia di costruire qualcosa che faccia danni e vittime che dovrebbe motivarci tutti.
Invece, a dire il vero, ci blocca. Non siamo uomini nè giovani, siamo discariche che ruotano su sè stesse, con un buco scuro al centro. Siate impossibili: chiedete il ragionevole al ragioniere poi dategli fuoco, ma non ditelo a nessuno, è impossibile fare di un atto una vittoria oggi che i punti di vista sono merce di scambio.
Io, in questo senso, sono la peggiore delle puttane: lo elargisco gratuitamente, anzi ne faccio fascistissimamente dono.
Vi odio.

Lezioni di stile pt.3



Si, ho riaperto il blog, ma non aspettatevi che stia qui a ciarlare sul perchè e il percome. Tanto non esistete, fottetevi.
Antonio Rezza e Artaud si (ass)omigliano fisicamente. Kha-spita.