LA REALTà è IL VERO RORSCHACH

sabato 6 febbraio 2010

Altra gente che si somiglia ma anche no a.KH.a. mi piace scrivere la parola "Supereroe"


Insisto, insisto come sul complesso orgasmo solare della bomba atomica col guizzo della de\ri/e-voluzione umana: la lettura di Kid Eternity, di Grant Morrison e Duncan Fegredo, è, finalmente, la chiusura di un cerchio.
Le forze del caos hanno l'aspetto di qualcosa che poteva vivere nel letto di Francis Bacon, il loro piano è l'evoluzione, una vita fluida e impossibile come il più assurdo dei sogni.
Ovviamente l'operazione (narrativa) è avant-pop: Morrison recupera il protagonista idiota di uno scrausissimo fumetto cristiano e pseudo educativo anni '40, e lo trasforma in un agente dell'illuminazione... Niente di più efficace: il corpo modellato dalla cultura di massa può ribellarsi solo se qualcuno ne sovverte gli ordini e i propositi, così una prova di iniziazione può anche essere affrontanre il regno psicogeografico delle leggende urbane, così un monologo da cabaret che non fa per un cazzo ridere commenta come un coro greco. E' un modo di scrollarsi di dosso la tirannia del mito colonizzatore e riappropriarsi delle capacità di modellare la percezione e le categorie del divino (che altro non sono che categorie dell'umano).
"Il nostro lavoro ha già dato frutti, nel vostro mondo si iniziano a vedere i primi segni di queste fatiche.
Con ogni probabilità assisteremo all'alba di una nuova stirpe di umani elevati."
E la vignetta mostra una scia rossa che buca le nuvole di un cielo metropolitano. E' un uccello, è un aereo, sono.

E dire che c'è ancora chi iniste sul machismo reazionario dei supereroi, che è sì un aspetto importante del loro impatto culturale ma non assolutamente l'unico degno di considerazione. Tutto sta nella condivisione del potere, volubile e soggetto a mutamenti di continuity, schizofrenico infranto oltre gli scogli del panico: "le nostre esteriorizzazioni ed estroversioni sono non-divine, e per divenire ‘noi stessi’ noi dobbiamo divenire diversi da esse. Gli Dei si ‘realizzano’ non dalla negazione degli altri né vedendo gli altri come inferiori, essi sempre vedono se stessi come immensi (...) Caos è il nostro linguaggio; i nostri ritmi eccentrici non sono sincronizzati con il Cosmo — con un orecchio arrugginito per la cacofonia sfacciata di orchestre immaginarie dissonanti l’una con le altre; e finisce tutto sbavando su minuzie per scoprire se stessi."  (AOS)
Anarchia, eguaglianza, entropia.
Le traversie del potere sono anali (e grazie al cazzo) ed evitare di scadere nel ridicolo della sopraffazione dell'altro signfica accendere di fiamme la strada dal retto fino all'esofago, non allo scopo di immolarla ma per vederla FONDERSI col resto del corpo.. mai più concavi in volto facce da culo, ma concavi OVUNQUE. I flussi desideranti sono la fonte del potere, l'esplosione di Krypton ci ha mandati tutti a spasso per l'universo. Il bambino della luna ha un sole giallo in cima alla cappella cresciuto per via tumorale estensiva.

Purtroppo, i primi a non capire queste infinite potenzialità sono gli stessi autori stipendiati di fuemtti supereroistici o la maggior parte di loro, se non altro. Infatti il personaggio è stato successivamente  (la mini di Morrison e Fegredo è del '91) riportato ad un raccomandabile status quo da un qualche scribacchinodisegnatore dei miei maroni. E figuriamoci se il massimo che potete trovare in una "recensione" di Kid Eternity su internet non è "un intrigante mix di horror e fantasy".

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiedo tre cose ad una recensione
a) che mi faccia venire voglia di mettere le mani sull'oggetto recensito o che mi tenga ben lontana dal suddetto, che poi è uguale: in sostanza, che stabilisca una relazione tra il lettore (la sottoscritta) ed un prodotto di cui non ha ancora fruito. E questa è condicio sine qua non della recensione stessa
b) che commenti, "trasmetta" (esagero?) senza descrivere o, peggio, riassumere. Un report è un'altra cosa, insomma
c) che sia a sua volta artisticamente fruibile

E questa è una bella recensione ccc (coi-contro-cazzi Gnubbi©).
Però chiudile, le parentesi!

G.

Birsa ha detto...

Si, ma questa non è una recensione... :P

Anonimo ha detto...

La recensione è negli occhi di chi legge (?!)

G.