LA REALTà è IL VERO RORSCHACH

lunedì 15 marzo 2010

Saccamaronaica. Sole Nero. Vaffanculo, rock'n'roll!


Ho cancellato tutto. Rieditato per eccesso di giornalismo.
Argomento di interesse musicale: era un po' che non si parlava di musica su questo blog che non è una testata musicale e purtroppo non è nemmeno una testata sui denti. Non è una testata.. amerei farmi dei bernoccoli ma non ho tempo. E poi in fondo amo la mia fronte.
Loro invece vi piglierebbero volentieri a testate, se solo non fossero così fatti da non accorgersi che siete passati.. probabilmente hanno pensato che foste personaggi Disney impegnati a giocare a palla prigioniera con una bomba atomica, magari per dispetto scambierebbero la bomba con un dildo, solo per poi realizzare che forse il dildo vi piace di più. E con la bomba atomica adeso che cazzo ci facciamo?
Ci facciamo!
LORO, sono i Terminal Cheesecake, band per cui il termine "criminally overlooked" è talmente adeguatoo che potrebbe essere stato benissimo coniato apposta per loro. La "gente" non li ascolta.
Benissimo.
Uscivano per Pathological, autentica fucina di talenti inascoltati, produttrice anch'essa di testate ma in questo caso  contro il muro, organo di una cazzutissima scena di sperimentatori post-tutto mai troppo approfondita. Avevano un suono fondamentalmente unico per quanto sostanzialmente frutto della mescolanza di tutti gli esperimenti sonori al limite della caciara pre e post punk: gli strilli dello wha selvaggio rintronati dall'onnipresente delay, oltrepassando la psichedelia, il noise e perfino il dub, inciampavano su una sezione ritmica a spirale, massacrante e paranoica come la gabbia a nove vignette di una pagina di Watchmen. Si trituranoo per guadagnare un'esperienza di ansia totale, tra le pernacchie e il su e giù dei volumi, l'equivoco del rock'n'roll e degli urli.
Il suono dei Terminal Cheesecake è un coito assurdo, grave come lo squarciarsi della finzione, una voce rockabilly che si era persa è lì, ovunque, ha paura dell'arcobaleno. Tutto sommato un'accanimento psicofisico così violento contro l'umano non puà che risultare contemporaneamente estatico e abrasivo, psichedelia sognante e oppressione industriale. Più punk, più noise e più sviaggiosi di te. Mi piace la musica ripetitiva perchè è l'unica capace di cambiare ogni volta che l'ascolto. La saggezza stellare dei macrocosmici antichi passa per le cazzate più ridicole. E uccide. E non si prende sul serio. «Perciò mescoliamo ironia alla nostra venerazione - non è il martirio stesso che proponiamo, ma il coraggio del dinamitardo, l'auto-possessione di un mostro-Caos, l'ottenimento di piaceri illegali e criminali» (Hakim Bey)

YEAH





3 commenti:

Neuros ha detto...

Tipo i White Mice in slow-motion dal video. Consiglia qualche disco Franz.

Birsa ha detto...

V.C.L., Bladdersack, Johnny Town-Mouse, e soprattutto Angels In Pigtails.

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=MZ2s4KTLUj8